Category: AMBIENTE

Il Metodo #Mucronedays.

Riccardo Bresciani Biellese

In tempi di emergenza la priorità è la salute dei cittadini.

Ma quando i rischi peggiori passano bisogna pensare al futuro. Tutti sappiamo che tra le decisioni e la loro realizzazione effettiva passa il tempo delle lunghe procedure burocratiche.

Il territorio devi quindi sapere adesso quali sono i processi che verranno messi in atto per realizzare un’idea di domani possibile.

Quest’anno l’evento #Mucronedays probabilmente non verrà organizzato, destino che accomuna molte iniziative, causa il tema del Covid-19.

Ma quello era solo l’elemento conclusivo di un percorso annuale che era stato caratterizzato da incontri del Tavolo della Montagna per verificare eventuali urgenze, per intervenire sui bisogni del territorio, soprattutto per far fronte alla manutenzione, sempre ordinaria e a volte straordinaria, di sentieri, ferrate, vie di arrampicata e comunicazione relativa.

Il Tavolo della Montagna, coordinato dal Comune di Biella, era il soggetto responsabile del metodo. Un Tavolo abbastanza informale, elastico, all’interno del quale partecipavano tutti quelli che avevano capito l’importanza della collaborazione per sviluppare la Montagna come sistema e non per singole iniziative.

In montagna capita spesso, nelle emergenze, che, se qualcuno ha bisogno, si aiuta, a prescindere dai propri interessi specifici. Non sempre questo virtuosismo si applica nell’ordinarietà, quando a volte prevalgono il particolare e manca la visione d’insieme. Il Tavolo era uno strumento che andava nella direzione di rendere la collaborazione una consuetudine.

In questi giorni è circolato un video presentato dall’assessore Barbara Greggio che mette in fila le dieci proposte che meritano di essere viste, nel comune di Biella. La montagna ha una presenza importante.

Insistere sulla comunicazione è certamente uno degli aspetti più importanti per un territorio che spesso si è auto sottovalutato dal punto di vista turistico.

Ma chiunque fa comunicazione sa che è fondamentale il prodotto che presenti.

Forse l’amministrazione ha già bene in mente i passaggi progettuali perché il prodotto Montagne Biellesi sia allettante. Però al cittadino medio non è dato saperne molto, quindi alcune domande diventano fondamentali:

1)Il Tavolo della Montagna esiste ancora, come metodo di lavoro? È coinvolto nelle scelte del Comune?

2) La manutenzione è stata programmata? Il sentiero del trenino verrà pulito? Le ipotesi di acquisizione del terreno per progettare un intervento di valore (che i tecnici certamente ricordano) farà parte degli interventi del Comune? Il Gorgo Moro a che punto è? Diverse segnalazioni riguardo alla scarsa manutenzione ordinaria meriterebbero un selfie dell’allegro assessore Zappalà. Allo stesso modo di come quando si appropriò delle risorse destinate alla manutenzione straordinaria che invece erano state decise dalla precedente amministrazione. È stato programmato l’intervento di ingegneria idraulica sul percorso della Pissa? Vero che Fontainemore è stato rimandato di un anno, ma l’intervento necessario a sistemare almeno quei 500 metri di percorso è urgente. Per non parlare del fatto che l’ultima manutenzione a tutta la parte biellese del sentiero della processione è ormai del 2015 e quindi andrebbe riproposta. Il Giardino Botanico è stato supportato nella realizzazione della cartellonistica aggiornata che stava sistemando?

3)A che punto è la realizzazione del progetto CORO? La funivia scadrà a fine 2021, si aspettano due dati fondamentali: il cambiamento di struttura societaria per la Fondazione (in modo da poter attingere a risorse pubbliche in maniera congrua) e, appunto, le risorse Regionali, uniche a poter coprire il minimo indispensabile e poter sensibilizzare altri investitori. Questi passi sono istituzionali. Certo c’è stata l’emergenza, ma il Comune aveva l’impegno a percorrere entrambe le strade, soprattutto quella delle relazioni con la Regione, viste le promesse al ballottaggio che garantivano la facilità con cui sarebbero arrivate risorse visto lo stesso colore politico e la presenza di ben tre consiglieri regionali in maggioranza. A che punto siamo?

4)Per sfruttare l’aumento previsto di turismo in montagna che anche il video auspica è necessario che il sistema della ricezione sia aiutato a mostrarsi aggiornato rispetto alle procedure conseguenza del Coronavirus. La Regione ha messo a disposizione risorse economiche per facilitare il compito ai Rifugi. L’amministrazione come sta sostenendo i Rifugi sul suo territorio? Qualcuno li sta aiutando ad ottenere i contributi necessari per quelle migliorie che permettano di aumentare l’accoglienza, nonostante tutto? Si è consci del problema di spazi ristretti che vanno implementati? Degli scarsi collegamenti di rete telefonica?

5)Il Turismo nel Biellese decollerà quando alle cinque dita di Nespolo (incomprensibilmente sostituite come logo del territorio), che rappresentano l’unità delle cinque valli, si unirà il pentagono capovolto che unisce idealmente Oropa, Bielmonte, Sordevolo, Candelo e Viverone, le cui bisettrici accolgono Burcina, Bessa, Baraggia, Piazzo, centro di Biella, gli ecomusei e tanti luoghi solo apparentemente minori, ma da considerare e valorizzare. Nessun progetto, anche ambizioso, può fare a meno di un sistema tra questi soggetti: il prodotto turistico biellese o passa di qua o non è! Se Viverone può essere la punta di diamante, la linea montana che Oropa e Bielmonte rappresentano la roccia su cui costruire una casa solida. Sarebbe interessante capire quali sono le prospettive dell’Amministrazione del capoluogo in questa direzione e come si sta impegnando per una concertazione che coinvolga tutti i soggetti in questione.

In conclusione, se si vuole una prospettiva diversa deve cambiare l’approccio di tutti. Una configurazione strutturale complessa si costruisce con la collaborazione non presupponente degli enti pubblici, senza particolarismo da parte dei privati, comunitaria da parte delle associazioni del terzo settore. Il metodo del #Mucronedays e del Tavolo della Montagna può aiutare.

Riccardo Bresciani

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Incontro gruppo ‘ambiente’

MERCOLEDI’ 11 MARZO

alle ore 17.30 presso la sede del Circolo Pd

odg:

– Pirogassificatore in citta’
– Parco Burcina

Vi aspettiamo

​Simona Perolo
Enrico Zegna
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PD unito contro la diga in Valsessera

Copia di P1140937

COMUNICATO STAMPA

Cittadini, associazioni ambientaliste, sindaci e eletti PD nelle istituzioni compatti nel ribadire il no del territorio all’ampliamento della diga in Valsessera: questa la sintesi dell’incontro pubblico organizzato dal Partito democratico biellese presso la Pro Loco di Pray.

Obiettivo dell’incontro, dopo il via libera al progetto da parte del Ministro dell’Ambiente e le conseguenti polemiche a livello locale, era quello di ribadire la linea di ferma opposizione del partito e di valutare, insieme al Comitato Custodiamo la Valsessera, se e quali azioni fossero ancora possibili per fermare l’iter di un’opera ritenuta inutile, costosa e dannosa per il territorio.
E da questo punto di vista il dibattito, serrato e molto concreto, è servito non solo a ‘fare quadrato’ contro l’opera ma ha dato risultati fattivi, anche grazie alla presenza dei rappresentanti biellesi nelle istituzioni – la senatrice Nicoletta Favero e il consigliere regionale Vittorio Barazzotto, da sempre contrari alla diga – e di esponenti di quel livello politico regionale al quale il territorio ha più volte chiesto, nelle ultime settimane, una presa di posizione politica forte, in grado di imporre uno stop definitivo al progetto.

In particolare, Davide Gariglio (segretario regionale PD nonché capogruppo PD in Consiglio Regionale) ha voluto ribadire – per fugare dubbi e malintesi – la netta contrarietà del PD regionale alla diga e ha preso impegni concreti a riguardo: dal supporto, anche finanziario, ai ricorsi che verranno presentati contro il progetto ad una serie di atti, su più livelli, per rendere ancora più esplicita la contrarietà dell’attuale amministrazione piemontese.

Impegno ribadito anche da Silvana Accossato, presidente della Commissione ambiente del Consiglio regionale e da Aldo Reschigna, vicepresidente regionale i quali, dopo aver ascoltato dai ‘Custodi’ e dai sindaci del territorio la storia e le ragioni di una lunga battaglia, hanno assicurato il loro impegno immediato e concreto affinché da Regione Piemonte venga un no ‘politico’ forte e chiaro al progetto.

Perché la diga, come ha ricordato Paolo Furia, segretario PD biellese, non è un problema della Valsessera o di Biella, ma di tutto il Piemonte.
PD Biellese

Biella, 24 gennaio 2015

Copia di P1140918

Copia di P1140931

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Buone notizie per la Burcina?

Il titolo dell’articolo purtroppo è del tutto fuorviante: il disegno di legge regionale che ‘razionalizza’ i parchi ha appena iniziato il suo iter (sarà discusso in commissione e poi in consiglio) e non prevede affatto, almeno per ora, l’ipotesi di scorporo della Burcina dall’Ente di Gestione, da noi fortemente sostenuta.

Ci stiamo quindi impegnando, tramite il consigliere regionale Vittorio Barazzotto, affinché il ddl venga modificato in questo senso nei prossimi passaggi.

2015-01-23 La Stampa, La Regione salva il Parco Burcina2

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